Curiosità & Segreti

Statua di Alarico

Presso la confluenza Crati-Busento

Secondo lo storico Giordane, i Goti deviarono il Busento per seppellire nel suo letto il re Alarico, morto presso Cosenza tra il 410 e il 411. La tomba non è mai stata trovata; dal 2016 la scultura di Paolo Grassino ricorda il mito.

Foto: Statua di Alarico, Presso la confluenza Crati-Busento

La storia

Alarico, re dei Visigoti, mise a sacco Roma nell'agosto del 410. Poi scese verso sud, con l'idea di passare in Sicilia e in Africa, ma una morte improvvisa lo fermò nei pressi di Cosenza: tra la fine del 410 e l'inizio del 411, secondo gli studiosi. Questa è la parte solida. Il resto lo racconta Giordane, storico del VI secolo, e resta leggenda: la tomba non è mai stata trovata.

Secondo Giordane, i suoi in lutto deviarono il Busento e fecero scavare la fossa nel mezzo del letto del fiume da una schiera di prigionieri. Vi deposero il re con molte ricchezze, rimisero l'acqua nel suo alveo e uccisero gli scavatori, perché nessuno scoprisse il luogo. Giordane nomina il Busento; la tradizione locale colloca il sepolcro alla confluenza con il Crati. Lì vicino, dal 5 novembre 2016, sta la scultura di Paolo Grassino.

Cosa guardare

Guardate come è fatta: il cavallo, ferito e senza zampe, è sollevato da quattro tubi-trampoli, come una giostra per bambini (l'immagine è dell'autore), e una pelle di linee in rilievo riveste cavallo, re e sostegni. Il re guerriero resta in piedi, legato al destriero con i piedi.

Nel racconto

Curiosità & Segreti. Cose che quasi nessuno sa, anche se ci passa davanti ogni giorno.

Tutti gli otto pilastri

Prima di andare

Orari di apertura e ingressi possono cambiare: controlla su Google Maps o direttamente sul posto prima di partire.

Il centro storico si gira a piedi e ha qualche salita: come arrivare e muoversi.

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